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Nel solco della memoria. Con la raccolta delle testimonianze dei nostri internati nei lager e nei campi di lavoro nazisti, vogliamo presentare un pezzo di storia autentica di uomini di Pontelongo. Non si attenda, chi legge le testimonianze qui raccolte, di trovarvi alcuna traccia di retorica o di autocompiacimento che accompagna le rievocazioni o le commemorazioni rituali. Si raccontano esperienze vissute con dolore ma anche con dignità. Le grandi sofferenze di questi nostri compaesani sono parte della più grande tragedia del secolo scorso. Condividere il destino di questi Testimoni ci aiuta a capire e ad apprezzare il presente di libertà. Mi chiedo spesso se ciò costituisce un valore presente, se le nuove generazioni che si affacciano all’impegno civile siano consapevoli della storia qui testimoniata. Per i nostri Internati, per molti loro coetanei è stato così. I valori di dignità umana, libertà e pace, Eugenio, Giuseppe, Leone e tutti gli altri, li hanno pagati nei campi di concentramento, con la fame, il lavoro inumano e un dolore che ancora soffrono. Sofferenze che non possiamo neanche immaginare, negli anni più belli della vita di una persona: quegli anni che dedichiamo alla scoperta del senso della nostra esistenza, del nostro posto nella vita, nella società. Gli anni dell’amore e dell’affollarsi delle cose belle. Ai “Nostri” tutto fu rubato. Qualcuno si è chiesto e si chiede: “Questa dignità, quest’ansia di libertà, di pace e di giustizia, sono qualcosa che resta, che dura? |
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Noi ci sentiamo di rispondere di sì: durerà il bisogno di sentire gli uomini di ogni razza, di ogni fede, come parte di un’umanità che vuole vivere e svilupparsi in pace. Durerà il bisogno di proteggere uomini e donne dai torti che ogni società produce tutti i giorni. Durerà il bisogno di trovare sempre ciò che unisce la gente e mai ciò che la divide. Per tutti questi valori vale la pena di raccogliere queste testimonianze ed esperienze autentiche.
Il Sindaco Roberto Franco |

