Il documento iniziale

Festival della dolcezza

Paese dello Zucchero

Centenario

Progetto Culturale

Pontelongo, paese dello zucchero...

il centenario dello zuccherificio

 

Partono i festeggiamenti per i 100 anni del nostro zuccherificio,

Ricostruita la storia dello stabilimento di fronte ad un pubblico massiccio

Recuperato ricordi e testimonianze, delineate le prospettive future del settore saccarifero.

 

In una sala consiliare gremita di persone si è svolto lunedì 8 dicembre scorso un importante momento che di fatto ha ufficialmente aperto il centenario del nostro zuccherificio. Risale infatti al 23 dicembre del 1908 il primo atto con cui a Bruxelles in uno studio notarile venne costituita la Societé Sucrerie et Raffinerie de Pontelongo, con capitale sociale di 6 milioni di Franchi.

Da lì è iniziata la storia del nostro stabilimento che ha visto l’inizio dei lavori di costruzione dell’impianto nelle prime settimane del 1909 per poi vederli terminati nel giugno del 1910 quando questa grande industria ha cominciato a macinare barbabietole. E sarà proprio fino al 2010 che si protrarranno i nostri festeggiamenti per il centenario.

La manifestazione svoltasi l’8 dicembre è nata dalla volontà di recuperare quella parte di storia locale legata alla presenza dello zuccherificio; una presenza che ha influito non poco sulla crescita economica, sociale e culturale di intere generazioni di pontelongani. In questo senso sono state estremamente interessanti e ricche di spunti le due relazioni dei nostri storici locali il prof. Emidio Pichelan e il dott. Adriano Comunian che hanno saputo collocare nel contesto storico quanto avvenuto nel secolo scorso.

Con grande capacità di sintesi sono riusciti a farci comprendere la rivoluzionaria decisione di insediare uno stabilimento di quel genere in un luogo dove l’economia agricola dell’epoca era prevalente orientata all’autosussistenza. Non solo. Determinante è stato l’apporto culturale e sociale di questa nuova impresa che ha fatto crescere l’economia locale e sviluppato una nuova concezione di agricoltura. Le vicende delle due guerre, l’avvento della famiglia Montesi, la crisi economica degli anni ‘80 del secolo scorso, la definitiva acquisizione da parte di Italia Zuccheri avvenuta alcuni anni fa, rappresentano alcune delle tappe più significative che sono state illustrate.

Proprio per valorizzare pienamente questa parte storica, si sta costituendo un comitato per la gestione delle tante iniziative che saranno messe in campo nei prossimi due anni. In particolare per verificare le condizioni per la realizzazione di un museo dello zucchero sulla scorta di quello già presente in Belgio a Tirlemont, oltre alla realizzazione di un importante volume su questa centenaria presenza.

Nel corso della mattinata particolarmente significativa è stata la testimonianza dell’On. Carlo Fracanzani che verso la metà degli anni 80, da sottosegretario al Tesoro, si è speso con determinazione contro l’ipotesi di chiusura del nostro stabilimento a Pontelongo. Altrettanto toccante l’intervento del dott. Giorgio Montesi, nipote del capostipite Ilario che proprio da Pontelongo iniziò la sua carriera di imprenditore che lo portò ad acquisire ed aprire stabilimenti saccariferi in diversi paesi europei. Significativa la sua testimonianza rispetto a quanto accaduto negli anni in cui i Montesi furono costretti a chiudere molti stabilimenti e successivamente a porre in amministrazione controllata la società per poi arrivare comunque alla vendita anche dei rimanenti impianti, compreso Pontelongo.

Ma non si è parlato solo di passato. L’amministratore delegato di Italia Zuccheri, il dott. Stefano Montanari ha descritto con lucidità e chiarezza la situazione attuale rispetto alle sfide che il settore saccarifero dovrà ancora affrontare nei prossimi anni come conseguenza della riforma OCM dello zucchero siglata nel novembre del 2005. E’ questa una parte che ci interessa molto e che è strettamente legata al futuro del nostro stabilimento. Infatti, il passaggio da una situazione di surplus di produzione di zucchero ad una di deficit di oltre il 50% del nostro fabbisogno nazionale, ha già prodotto, dal 2005 ad oggi la chiusura di 16 stabilimenti su 19. Pontelongo è uno dei 3 rimasti ancora in funzione in tutta Italia!!

La contestuale necessità di importare zucchero da fuori, si scontra già oggi con la concorrenza dello zucchero che proviene da paesi come il Brasile o l’Est Europeo dove il costo di produzione è molto più basso e che obbligherà le nostre industrie a ricercare nuove forme di contenimento dei costi e di miglioramento della produttività. Un impegno questo che COPROBI, società che controlla Italia zuccheri, sta già mettendo in campo da diverso tempo e che dovrebbe portare nella prossima primavera all’allargamento della compagine sociale, accogliendo gli oltre 3.000 agricoltori veneti che conferiscono oggi allo stabilimento di Pontelongo. Da ultimo, ma non meno importante, la ricerca di un utilizzo alternativo della barbabietola. Nel corso del 2008 sono state sperimentate con successo delle tecniche che permetteranno di poter ottenere dalla barbabietola altri prodotti alternativi allo zucchero, come la bioplastica, che potrebbero rappresentare una delle strade su cui mettere insieme l’esigenza degli agricoltori con quella dell’industria di trasformazione.

Il lavoro da fare è ancora tanto, ma crediamo che la strada imboccata sia quella giusta e di certo, come amministrazione, faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per favorire la continuazione dell’attività di questo impianto. Ci pare questo un bel modo per onorare i 100 anni di questa presenza e per continuare a caratterizzarci per come ci siamo proposti in questi anni e cioè come il paese dello zucchero.

 

Il Sindaco   

Federico Ossari

da PONTELONGO INFORMA - Periodico di informazione del Comune di Pontelongo - Numero 43 Febbraio 2009

 

 

Era una domenica afosa quel 26 giugno di cento anni fa quando, alla presenza delle autorità e di un popolo incuriosito, veniva inaugurato il nuovo, fiammante zuccherificio costruito sulle rive del Bacchiglione. Festa grande per il paese di Pontelongo; “un’oasi industriale”, annotava un cronista dell’epoca, sorgeva “d’incanto su una plaga ubertosa”.

Di anni ne sono passate dieci decine da allora e lo zuccherificio di Pontelongo è ancora qui a raccontare la storia di un successo senza uguali.

E’ l’unico zuccherificio italiano a potersi fregiare di una storia unica e irrepetibile.

Ha attraversato due atroci guerre mondiali, bombardamenti devastanti, ristrutturazioni dolorosissime, passaggi di proprietà, ha visto la nascita dell’Europa unita, la caduta del Muro e l’avvento della globalizzazione. Al suo fianco, la comunità ha percorso le tragiche vicende di quello che uno storico ha chiamato “il secolo breve”. Breve e tragico.

Quel 26 giugno ha cambiato – positivamente - il volto e la identità della piccola comunità di Pontelongo. Lo zuccherificio, che i nostri vecchi chiamavano affettuosamente el Beljo, perché belgi erano il capitale, la tecnologia e le maestranze, si è comportato come uno zio munifico e generoso con tutti i nostri concittadini: ha portato in dono alle donne e agli uomini, ai giovani e ai professionisti un lavoro buono e “campagne saccarifere”, reddito, riconoscimento e mobilità sociale, nuove professionalità, futuro per sé e per la propria famiglia e per la comunità.

Il 26 giugno 2010 non può passare inosservato.

Il caro vecchio Beljo si merita l’omaggio affettuoso e riconoscente dei tanti amici e dell’intera comunità che si danno appuntamento per spegnere – così si augurano tutti quelli che gli vogliono bene – le “prime cento candeline” presso la Sede delle Associazioni, in via Ungheria.

Emidio Pichelan                           

per il Gruppo Promotore Centenario dello Zuccherificio